Bella parola: TAFFERUGLIO. Rende l'idea

mercoledì, 22 agosto 2007

Mi si chiede il significato di PISSERA.
Mica facile, queste son parole che necessiterebbero di essere spiegate con un esempio visivo concreto, per esempio facendovi conoscere una mia collega, soprannominata appunto "la Pissera". Pronto? Ciao sono Zeus, mi passi la pissera per favore?
Trattasi di fanciulla, nel suo genere anche bellina, alta, secchina il giusto, bel culino, poppine al loro posto, biondina, con la frangettina, il visino pulitino, la vocina tranquillina, i vestitini stiratini. A volte si mette delle scarpe color oro (e allora la chiamiamo Dorotea), altre volte argento (e per quel giorno diventa Platinette). Che insomma, se la vedi in fotografia o se sta ferma e zitta magari uno ci si fa dei film niente male, ma in realtà ti ispira quanto un ghiacciolo insipido.
Negli atteggiamenti è tutta gnik gnuk (ora non mi chiedete cosa vuol dire, si capisce no?), di qualsiasi argomento si parli lei dice la sua esordendo con "Anche io una volta... anche a me una volta...", quando siamo tutti nello spogliatoio, e vi lascio immaginare la profondità dei discorsi, lei si schernisce scandalizzata "uhh... se il mio ragazzo ci sentisse!"
Vabbè, sono andato un po' fuori tema ma ci siam capiti.


Qualcuna, sollevando schizzi con la coda, rimane interdetta di fronte a INTECCHERITO.
Qui dovrei farvi vedere un tipo che ogni mattina, alle novemmezzo passa qui di fronte. Oltre la cinquantina, alto non più di un metro e sessanta, secco come un chiodo, capelli impomatati e scuriti artificialmente, sempre con una busta di nylon in mano, jeans stirati con la riga in mezzo e mocassini. Cammina a testa bassa con piccoli passettini, piegando appena le ginocchia e coi piedi un po' piatti. Rendo l'idea? Non abbastanza?
Cammina a mele strette.
Non ancora?
Allora provo a descriverlo con una sottile metafora, con un delicato francesismo: pare c'abbia un manico di scopa in culo.

Postato da: zeuslove1 a 14:59 | link | commenti (10) |

martedì, 21 agosto 2007

Che nel post precedente ho usato l'espressione "vestita a modino", ma in realtà quella giusta sarebbe RIPICCHETTATA.

"O indo' tuvvai tutta RIPICCHETTATA?" si dice a colei che siamo abituati a vedere in jeans e maglietta e che oggi abbiamo incontrato per le scale di casa in tailleur e tacco tattico. Più o meno così per intendersi (courtesy Lostris).

Postato da: zeuslove1 a 23:07 | link | commenti (7) |

lunedì, 20 agosto 2007

(con accento straniero) "Allora cosa ne pensi?"
"Penso che sei SERAFICA"
"Non conosco questa parola, cosa vuol dire?"
"Che la mattina non sei un granchè, ma la sera tutta vestita a modino sei una gran fica"

Ho rischiato l'incidente diplomatico.

Postato da: zeuslove1 a 12:04 | link | commenti (2) |

venerdì, 17 agosto 2007

Si sono riuniti per una serie di concerti solo grazie a contratti miliardari, i tre poliziotti non si possono vedere l'un l'altro, ma sentirli suonare è sempre una gioia.
Ma il motivo del post è un altro, riprendere un discorso iniziato tempo fa: avete presente il "Messaggio in Bottiglia", il loro hit più famoso?
Macchè naufrago, il ritornello vero è: ESSERSI INCEPPATOOO... YEAH!

Postato da: zeuslove1 a 18:10 | link | commenti (2) |

giovedì, 16 agosto 2007

Così come mi piacciono i cognomi composti (Lo Russo. Di Gennaro), così non sopporto i nomi doppi. Per esempio Piersilvio mi fa cacare (anche Silvio da solo se è per questo).
Ieri in spiaggia vedo la classica coppia madre-figlio che i seguaci di Freud ci hanno fatto fortuna, in là con gli anni, sicuramente trombanti (tra loro), lei autoritaria lui succube: "Vieni qui, GIANWALTER!"
Che io avrei voluto chiedere se con la V doppia o normale.

Postato da: zeuslove1 a 10:45 | link | commenti (6) |

martedì, 14 agosto 2007

Uno scrive scemenze su un blog scemo, e altri lo esortano a dare spiegazioni sul suo forbito eloquio in questa prestigiosa sede. Non so se esserne lusingato o preoccupato.

Apprendo ora dall'emigrante Boston che nel resto dello stivale dove non si parla la lingua di Dante quella specie di rotolo di feltro atto a ripulire la lavagna dal gesso, assume nomi sciatti e banali, ma io, dai tempi dell'asilo in poi, la CIMOSA l'ho sempre chiamata (e sentita chiamare) CIMOSA. Che il cancellino è roba che si scavalca, mica che si tira dietro ai compagni.
"Chi ha preso la cimosa?" "Dammi la cimosa" "Vien qui che ti tiro una cimosata!" "Presto, andiamo a fare a cimosate con quelli di quinta!"
Che poi il nostro bersaglio preferito, oltre a Tuba già nominato di là, era M.B., lo scemo della classe. Che una domenica d'estate, a scuola ormai conclusa, vedemmo inaspettatamente intervistato durante un servizio a quella mitica trasmissione che era "L'Altra Domenica". Eheheh... parlavano della difficoltà di fare pipì fuori casa data la scomparsa dei vespasiani. Lo fermarono che era in macchina, lui scese, e sul suo solito giubbottino di loden verde si distingueva senza ombra di dubbio, quasi fosse fresco di giornata, il marchio di fabbrica: il contorno tondeggiante e bianco, segno inequivocabile e indelebile di una cimosata.

La balenottera con la coda all'aria invece mi chiede il significato di MENCIO.
Risponderò con un eloquente esempio di vita vissuta: "Vieqquà, che ce l'ho lungo come un fungo e duro come un muro!"
"Sarà, a me mi pare MENCIO come un cencio"
Simile un'altra frase di uso comune (almeno per me): "Se ti piace MENCIO ti farò impazzire!"

Postato da: zeuslove1 a 11:47 | link | commenti (2) |

domenica, 12 agosto 2007

Possibile che a ferragosto io debba uscire col giubbotto di pelle imbottito? Che stamani son partito tutto sportivo, son arrivato alla rotonda e son tornato indietro a cambiarmi: BUBBOLAVO!
(voce del verbo BUBBOLARE, tremare di freddo, ganzo eh?)

Postato da: zeuslove1 a 20:10 | link | commenti (7) |

mercoledì, 08 agosto 2007

Ma se ieri ti bruciava la casa chi chiamavi? I POMPIERI.

E se ti brucia oggi?

Postato da: zeuslove1 a 20:35 | link | commenti (4) |

lunedì, 06 agosto 2007

Mi scrive Cougar (Cougar?) e mi segnala che... in autogrill a Roncobilaccio (questo dettaglio è solo per amor di completezza) mi sono imbattuta in uno scrittore che mi ha ricordato il tuo post del 23 giugno. Il tapino si chiama ILDEFONSO FALCONES.
A momenti m'andava di traverso il Camogli.

Postato da: zeuslove1 a 21:37 | link | commenti (1) |

 

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