Bella parola: TAFFERUGLIO. Rende l'idea

martedì, 31 ottobre 2006

Pane raffermo, cipolla, cetrioli, pomodori, olio e aceto. Vien fuori la PANZANELLA, cibo povero che già dal nome si capisce il sapore fresco, semplice, allegro.

Postato da: zeuslove1 a 20:54 | link | commenti (3) |

domenica, 22 ottobre 2006

Essendo Bostoniano bostoniano, e uscendogli probabilmente dalle orecchie hamburger e ketchup, non perde mai occasione, anche in privato, di esprimere la sua nostalgia per i sapori della sua terra. L'ultimo suo sospiro è per la FETTUNTA.
Trattasi di semplicissima fetta di pane prima ABBRUSTOLITA e poi STROPICCIATA con uno spicchio di aglio. Indi abbondantemente irrorata di olio nòvo, appena sgorgato dal frantoio, verde, denso, pizzichino. 
In questo periodo da queste parti più che uno spuntino è un rito.

Postato da: zeuslove1 a 11:19 | link | commenti (2) |

venerdì, 20 ottobre 2006

Sempre in tema, sia di assonanze che di gergo:
"Com'è andata la partita ieri sera?"
"Bene, s'è vinto facile"
"Quanto?"
"Tanto a poco, erano degli SCARZIGNUDI"

Postato da: zeuslove1 a 20:34 | link | commenti |

mercoledì, 18 ottobre 2006

Non ho voglia di andare a controllare su un dizionario, ma immagino che fosse un attrezzo da contadino, qualcosa che serviva per scalzare impurità da tronchi d'albero o qualcosa del genere. Ora lo usiamo come gergo scherzoso per indicare qualcosa di indefinito, come una specie di utensile che non si sa bene a cosa serva.
Oggi si presenta un amico con un aggeggio in mano, una via di mezzo tra un telecomando e una radiosveglia, e mi chiede se ho una batteria.
"Eh? 'Un so nemmeno icché sia codesto SCARZABUBBOLI!"
Con l'accento sulla U.
E con la R, perché a noi le parole ci piace storpiarle.

Postato da: zeuslove1 a 12:30 | link | commenti (5) |

lunedì, 16 ottobre 2006

Mi viene in mente che anche nel film "Il Ciclone" i tre protagonisti avevano nomi bellissimi: LIBERO, LEVANTE e SELVAGGIA.

Postato da: zeuslove1 a 13:53 | link | commenti (2) |

giovedì, 12 ottobre 2006

Sempre a proposito di nomi: ero a una mostra sulla Resistenza. Documenti, titoli di giornali, foto, storie di persone grazie anche alle quali oggi siamo tutti qui a scrivere e leggere cazzate su questro strano strumento fatto di silicio e cristalli liquidi.
Elenchi di Partigiani. Nomi.
Nomi che oggi, di fronte all'imperversare dei Nicholas, Morgan, Samantah, Suellen, evocano famiglie numerose, di quando la televisione non c'era, e poi speranza, purezza, conquiste, odore di terra, letture impegnate, svolazzi leziosi.
QUINTILIO, SETTIMIO, OTTAVINA
VIRGINIA, ANNUNZIATA
VITTORIA, ITALIA
MICOL, FANNY
OTELLO, MORFEO
ARMIDA, PERICLE
LEONIDA, VALENTE, TORELLO
 
E poi c'era lui, il mito, nelle Case del Popolo della mia zona si conservano i suoi cimeli, i più vecchi ancora raccontano le sue gesta, ed è un piacere stare ad ascoltare immersi nella storia: il Capo Brigata ALIGI BALDUCCI.
Nome di battaglia: POTENTE.
Grazie.

Postato da: zeuslove1 a 20:47 | link | commenti (4) |

Uno dei rari momenti durante i quali guardo la televisione è la mattina mentre faccio colazione (che fa pure rima...). Stamani c'era un servizio sugli emigranti italiani in america, una di quelle cose che ogni leghista dovrebbe guardare a forza tipo Arancia Meccanica, e mentre uno dei loro rappresentanti parlava, in sovrimpressione passava il suo nome: PIPPO PAPPO.
Dovrebbero dedicargli una via, magari una contrada di via PIPPO SPANO.

Postato da: zeuslove1 a 13:51 | link | commenti (2) |

lunedì, 09 ottobre 2006

Un'altro posto dove vado spesso a mangiare è in località OMOMORTO, su per andare verso il passo del Giogo, tra Scarperia e Firenzuola, ci vado sempre quando ho le prove libere al cuircuito del Mugello. AFFETTATI, FORMAGGI e VINO ROSSO. Maiuscole non tanto per le parole quanto per i sapori.

Postato da: zeuslove1 a 20:30 | link | commenti (2) |

venerdì, 06 ottobre 2006

Invece che nei commenti scrivo qui, così Mr. Boston è più contento

In un epoca di cluster bomb , missili intelligenti e presidenti TESTEDICAZZO, le armi di un tempo avevano tutta un'altra poesia. Vuoi mettere farsi SPAPPOLARE il cranio dal MAZZAFRUSTO anziché da una stupidissima PALLOTTOLA? (parentesi: ma come cazzo fa una pallottola a essere vagante? Qualcuno l'avrà pur premuto un grillettto da qualche parte no? Vagante una sega...)

Per assonanza col mazzafrusto mi viene in mente la frittura mista della trattoria "Le Gemelle" in località POVEROMO, vicino a Forte dei Marmi. Che da piccino chiedevo sempre: io voglio il MITTO FRISTO! Tuttora a dire il vero...

Pillow, a te non si può nascondere nulla eh?

Postato da: zeuslove1 a 20:26 | link | commenti (5) |

giovedì, 05 ottobre 2006

In effetti, mi fa notare l'amico di Boston tra i commenti del post qui sotto, la SCALOPPA è buona. Ma secondo me è meglio se è SCALOPPINA, è più tenera, magari coi funghi, come quella che ho mangiato ieri.

E sempre nel post precedente c'è una parola che meritava le maiuscole: SCIMITARRA. Perderci la testa è un attimo... zac! Fa paura solo a nominarla.

E visto che si parla di armi, che ne dite dell'ALABARDA?
E la CATAPULTA vi fa schifo?
E la SPINGARDA allora? Il botto che fa non è il classico "boom", è più secco, più veloce ma più assordante: "paaaa!"

Postato da: zeuslove1 a 22:13 | link | commenti (4) |

Si sa, mi piacciono le parole con la doppia P, ma non è solo per questo che ieri sera mi sono fatto un bel piatto di TRIPPA (ne ho fatta anche TROPPA, ci avrei sfamato una TRUPPA)
Mentre ero lì che sfornellavo tra sughi e aromi, mi venivano in mente ricordi d’infanzia, quando ancora si poteva giocare per strada, ed era motivo di gioia il grido che annunciava l’arrivo del TRIPPAIO.
Arrivava con la sua bici-carrello a tre ruote, due davanti e una dietro, col manubrione largo largo. Era un omone grosso, coi capelli bianchi, vocione tonante, grembiulone e maniche arrotolate. Non aveva la bottega, ma pedalava tutto il giorno per il quartiere, la sua pubblicità era l’ugola, si annunciava con un potente, bellissimo, inconfondibile:
“TRIIIII-PPAAAA-IO DOOOOO-NNEEEEEE”
Allora correvo dalla mia mamma a farmi dare i soldi. “Cinquanta lire di trippa, la mangio subito!”
Con un forchettone ne infilzava un pezzo che metteva sulla stadera (mica sulla bilancia eh) senza star tanto a sottilizzare, ed era sempre della misura e del peso giusto. Poi lo tagliuzzava con un coltellaccio che a me pareva una scimitarra, ma lui lo muoveva con velocità incredibile e movimenti sicuri, a un millimetro dalle sue dita. Condiva al volo con olio e sale, e mi porgeva il tutto in un cartoccio di carta gialla, bella spessa. In cima, ovviamente, lo stuzzicadenti a mo’ di posata.
Altro che merendine Kinder!

Postato da: zeuslove1 a 07:05 | link | commenti (8) |

 

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